Silvia Romano
Etica: in senso ampio, quel ramo della filosofia che si occupa di qualsiasi forma di comportamento umano, politico, giuridico o morale; in senso stretto, invece, l’etica va distinta sia dalla politica sia dal diritto, in quanto ramo della filosofia che si occupa più specificamente della sfera delle azioni buone o cattive e non già di quelle giuridicamente permesse o proibite o di quelle politicamente più adeguate.
(http://www.treccani.it/)
Silvia Romano è tornata in Italia, dove ha potuto abbracciare i suoi cari dopo il suo sequestro avvenuto 18 mesi fa in Kenya,lo stato italiano per permettere il rientro della nostra concittadina ha dovuto pagare un riscatto di 4 milioni di euro,e a causa di questa cifra in Italia si è aperta un'accesa discussione tra chi pensa fosse giusto pagare qualsiasi cifra per salvare una compaesana e chi invece ritiene spropositata la cifra.
Dal punto di vista etico ogni scelta fatta comportava un rischio;nel primo caso infatti pagando il riscatto si offre una disponibilità economica ai terroristi che possono reinvestire il denaro in armi, in modo da fornire il loro uomini di un armamento in grado di eguagliare quello di un vero e proprio esercito, rendendo così il terrorismo un fenomeno sempre più difficile da eliminare,per di più molti esperti ritengono che pagare un riscatto possa portare i gruppi terroristici ad utilizzare sempre di più il metodo dei sequestri per "autofinanziarsi". Mettere a rischio la vita di una persona non pagando il riscatto sarebbe stato sicuramente sbagliato e immorale e in più non avrebbe portato sicuramente l'indebolimento di una tale potenza,sarebbe stato un sacrificio inutile e disumano.
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mercoledì 10 giugno 2020
venerdì 5 giugno 2020
STEP #16 - Un protagonista
Ginio Bartali
Ginio Bartali(1914-2000) fu ciclista professionista tra gli anni 1934-1954,la sua scelta come testimonial dell'argomento "Rischio" non è dovuta ai suoi meriti sportivi,ma a ciò che ha compiuto durante la Seconda guerra mondiale quando,come raccontato nel libro "La bicicletta di Bartali" di Simone Dini Gandini,ha rischiato vita e carriera per salvare 800 ebrei.
Una favola che prende le mosse da una storia vera. La vita di Gino Bartali, detto anche "Ginettaccio" per quel carattere un po' spigoloso, che tra il 1943 e il 1944 salvò oltre 800 persone con un mezzo che conosceva bene: la sua bicicletta. "L'autunno del '43 è stato uno dei momenti più terribili della guerra. Bartali iniziò a trasportare documenti falsi da Assisi, dove c'era una stamperia clandestina, al vescovo di Firenze che poi li distribuiva agli ebrei per farli espatriare - racconta Simone Dini Gandini, autore di La bicicletta di Bartali -. Percorreva 185 chilometri avanti e indietro in un solo giorno: se fosse stato scoperto sarebbe andato incontro alla fucilazione".
La confidenza al figlio Andrea
Ancor più che un grande campione di ciclismo, Gino Bartali fu quindi un eroe, un giusto e soprattutto un uomo che non amava far sapere le sue gesta. Per molto tempo non raccontò a nessuno degli oltre 800 ebrei salvati dalla morte durante la guerra perché secondo lui "il bene si fa ma non si dice". Poi la confidenza al figlio Andrea con la raccomandazione di non raccontare nulla se non a tempo debito. L'arresto "Nell'autunno del '43 Bartali venne arrestato dalla polizia fascista: a Firenze c'era il temutissimo comandante Mario Carità, persona crudele e spietata - racconta Dini Gandini -. Venne fermato ma nessuno ispezionò la sua bicicletta: grazie a questa 'dimenticanza' il campione si salvò. Ho voluto raccontare la sua storia per fare capire ai giovani lettori che l'eroismo e l'impegno civile esistono veramente".
Fonte:"La bicicletta di Bartali": il racconto segreto di un eroe che salvò 800 ebrei
Ginio Bartali(1914-2000) fu ciclista professionista tra gli anni 1934-1954,la sua scelta come testimonial dell'argomento "Rischio" non è dovuta ai suoi meriti sportivi,ma a ciò che ha compiuto durante la Seconda guerra mondiale quando,come raccontato nel libro "La bicicletta di Bartali" di Simone Dini Gandini,ha rischiato vita e carriera per salvare 800 ebrei.
Una favola che prende le mosse da una storia vera. La vita di Gino Bartali, detto anche "Ginettaccio" per quel carattere un po' spigoloso, che tra il 1943 e il 1944 salvò oltre 800 persone con un mezzo che conosceva bene: la sua bicicletta. "L'autunno del '43 è stato uno dei momenti più terribili della guerra. Bartali iniziò a trasportare documenti falsi da Assisi, dove c'era una stamperia clandestina, al vescovo di Firenze che poi li distribuiva agli ebrei per farli espatriare - racconta Simone Dini Gandini, autore di La bicicletta di Bartali -. Percorreva 185 chilometri avanti e indietro in un solo giorno: se fosse stato scoperto sarebbe andato incontro alla fucilazione".
La confidenza al figlio Andrea
Ancor più che un grande campione di ciclismo, Gino Bartali fu quindi un eroe, un giusto e soprattutto un uomo che non amava far sapere le sue gesta. Per molto tempo non raccontò a nessuno degli oltre 800 ebrei salvati dalla morte durante la guerra perché secondo lui "il bene si fa ma non si dice". Poi la confidenza al figlio Andrea con la raccomandazione di non raccontare nulla se non a tempo debito. L'arresto "Nell'autunno del '43 Bartali venne arrestato dalla polizia fascista: a Firenze c'era il temutissimo comandante Mario Carità, persona crudele e spietata - racconta Dini Gandini -. Venne fermato ma nessuno ispezionò la sua bicicletta: grazie a questa 'dimenticanza' il campione si salvò. Ho voluto raccontare la sua storia per fare capire ai giovani lettori che l'eroismo e l'impegno civile esistono veramente".
Fonte:"La bicicletta di Bartali": il racconto segreto di un eroe che salvò 800 ebrei
giovedì 4 giugno 2020
Step #14 - Un fatto di cronaca
Quando il mondo ha rischiato la Terza guerra mondiale
Nel corso della sua storia l'uomo si è reso partecipe di numerosi conflitti che spesso hanno portato come conseguenze guerre e stermini,fortunatamente questo non accadde nell'Ottobre del 1962 quando in molti hanno temuto il peggio immaginandosi lo scoppio di una Terza guerra mondiale.
(cliccando il titolo si può leggere un articolo che riporta i fatti)
Nel corso della sua storia l'uomo si è reso partecipe di numerosi conflitti che spesso hanno portato come conseguenze guerre e stermini,fortunatamente questo non accadde nell'Ottobre del 1962 quando in molti hanno temuto il peggio immaginandosi lo scoppio di una Terza guerra mondiale.
(cliccando il titolo si può leggere un articolo che riporta i fatti)
Nell'immagine del Corriere della sera sono rappresentati i
capi politici Kruscev,URSS(a sinistra),e Kennedy,USA(a destra)
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